Fondazione Umberto Veronesi per la scuola

Fondazione Umberto Veronesi

La Fondazione Umberto Veronesi nasce nel 2003 allo scopo di sostenere la ricerca scientifica di eccellenza, attraverso il supporto a brillanti ricercatori e a progetti di altissimo profilo in ambito oncologico, cardiologico e delle neuroscienze.

Ne sono promotori scienziati riconosciuti a livello internazionale, tra i quali 11 Premi Nobel. Al contempo, la Fondazione è impegnata affinché i risultati della scienza diventino patrimonio di tutti. In particolare, mette al servizio delle persone le scoperte scientifiche relative ai temi della prevenzione e dei corretti stili di vita. Perché essere più informati e consapevoli significa vivere meglio e più sani.

Da tempo ormai la Fondazione guarda con particolare attenzione e lavora con costanza con i giovani e le scuole, poiché l’educazione alla prevenzione sin dalla giovane età è cruciale per il benessere del singolo e della società.

La Premessa

La Fondazione Umberto Veronesi si rivolge da sempre alle scuole di ogni ordine e grado e coinvolge i giovani dai 5 ai 25 anni per avvicinare il mondo della ricerca e quello della formazione, valorizzando le risorse professionali, tecnologiche e scientifiche della scuola e dell’università. L’attività per le scuole nasce nel 2006 in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito di un Protocollo d’Intesa, si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica per il progetto I GIORNI DELLA SCIENZA.

Dal 2006 al 2013 le attività della Fondazione Veronesi rivolte al mondo della scuola hanno coinvolto circa 87.000 tra docenti e alunni.

Dal 2009 con la nascita del Movimento Science for Peace, la Fondazione oltre ad affrontare temi scientifici, promuove anche temi etici, soprattutto attraverso la diffusione della Carta di Science for Peace.
Dal 2012 la Fondazione è presente anche in molti dei principali atenei italiani con un ciclo di lezioni che raccontano le attività della Fondazione in relazione al settore profit, case histories di collaborazione virtuosa tra settore privato e realtà non profit; tali opportunità sono rivolte a studenti che frequentano i corsi di marketing, comunicazione, corporate social responsability e strategia.

 

Nota metodologica: la Peer education

Sin dal 2006 la Fondazione sceglie la Peer education come metodologia di insegnamento privilegiata con lo scopo di raggiungere un numero sempre maggiore di studenti.

La Peer education è una metodologia che trae la sua origine dal “mutuo insegnamento” usato in Svizzera nel 1800 per gestire le allora frequenti situazioni di scuola elementare pluriclasse: i più grandi avevano il compito di assistere il maestro trasmettendo le più semplici nozioni già apprese ai compagni più piccoli.
La metodologia è stata recuperata nel 1900 dalla pedagogia anglosassone e poi riproposta con successo anche in Italia. Un singolo studente, o una coppia, spiega ai compagni della propria o di altre classi un argomento ben definito che conosce o che ha appositamente preparato sugli strumenti adatti forniti dall’insegnante.


La tabella sottostante fa riferimento a un tour di 9 tappe in 9 città italiane in cui sono state promosse, per ogni settimana, 5 giornate di laboratori per le scuole primarie e secondarie di 1° grado.

La crescita ottenuta grazie alla peer education è del 260% circa.
L’elemento scelto per calcolare gli studenti formati tramite la peer education è il rapporto 1:4, ovvero si suppone che ogni classe formata a sua volta possa formare fino a 4 classi. Poi è certamente necessario introdurre una caduta del 35% circa.

 

 

Giorni attività per tappa Numero dei laboratori giornalieri Numero dei docenti coinvolti
5
5
450
numero classi coinvolte modalita peer 1:4 ipotesi 35% di caduta) Numero studenti che hanno beneficiato della peer education
585
14.625